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24/03/2020 - COMUNICATO

Il bollettino della vite realizzato daTerre d’Oltrepo’: un punto di riferimento lombardo. Attenzione alla sostenibilità

Realizzato dall’agronomo Parisi con il patrocinio di Ersaf e Co.Pro.Vi. Giorgi: “Orgogliosi di fornire questo essenziale servizio”

E’ il punto di riferimento tecnico della vite in Lombardia con speciale riferimento all’Oltrepò Pavese. E’ il bollettino di difesa della vite realizzato dalla cantina Terre d’Oltrepò, realizzato dall’agronomo interno Nicola Parisi. Il documento di estrema importanza, a scadenza settimanale nei periodi cruciali della coltivazione, si avvale del patrocinio di Ersaf Lombardia e di Co.Pro.Vi Società Cooperativa ed è distribuito non solo ai soci di quest’ultima e della cantina oltrepadana ma è consultabile sul sito di Regione Lombardia da tutti i viticoltori.

“In questi giorni – spiega il presidente Andrea Giorgi di Terre d’Oltrepò – è in uscita il primo numero del 2020 che diventerà con l’andamento stagionale addirittura un bollettino settimanale.

Siamo orgogliosi di fornire questo servizio a tutti i viticoltori lombardi grazie ad un accordo siglato con Ersaf e Co.Pro.Vi. A redigerlo è il nostro agronomo Parisi, tecnico di estrema esperienza che ogni settimana fa il punto su diverse questioni agronomiche legate alla coltivazione della vite. Un servizio utile che svolgiamo con massima attenzione proprio per fornire il necessario supporto a chi lavora in campagna”.

Nato nel 1985, per iniziativa della Fondazione Carlo Gallini di Voghera, il Bollettino di difesa della vite riportava indicazioni destinate agli eliconsorzi, allo scopo di ridurre il numero di trattamenti che era compreso fra 15 e 20.

“Nel tempo – spiega Nicola Parisi, agronomo di Terre d’Oltrepò - si è arricchito di contenuti e significati ed è diventato il veicolo dell’informazione per l’adozione di razionali pratiche di gestione della vite, di difesa fitosanitaria per aziende convenzionali e “bio”, e degli adempimenti obbligatori stabiliti dalla normativa vigente”. La redazione del bollettino è l’atto finale di una serie di attività che sono propedeutiche alla sua stesura. “Le proposte - spiega l’agronomo Parisi - di difesa fitosanitaria e gestione della vite sono infatti basate su analisi dei dati meteo registrati dalla Rete Agrometeorologica di Terre d’Oltrepò; rilievo settimanale delle fasi fenologiche della coltura; valutazione della presenza e composizione floristica delle infestanti; analisi dei risultati dei monitoraggi settimanali in vigneti TNT (Testimone Non Trattato) dove non vengono eseguiti trattamenti fitosanitari per studiare l’epidemiologia delle principali malattie della vite (Peronospora, Oidio); attività di monitoraggio attraverso rilievi della presenza di insetti dannosi (Nottue, Bostrichidi, Cicaline, etc.); rilievi e valutazioni settimanali relative al ciclo di Scaphoideus titanus, vettore della Flavescenza dorata della vite; rilievi settimanali attraverso l’utilizzo di trappole cromotattiche (per cicaline e Scaphoideus titanus), alimentari (Drosophila suzukii) e/o a feromoni (Lobesia botrana) per la valutazione delle popolazioni o dell’andamento del volo degli adulti dei principali insetti dannosi per la vite e il monitoraggio di alcune malattie della vite in collaborazione con il Servizio Fitosanitario della Regione Lombardia”. Il comunicato è suddiviso in sezioni che riportano l’andamento meteorologico della settimana (o periodo) precedente; la fase fenologica raggiunta dalla vite; consigli relativi alle operazioni colturali; strategie ed interventi di difesa fitosanitaria basati sulle osservazioni fatte in campo e le previsioni meteo della settimana successiva; eventuali comunicazioni relative a decreti di lotta obbligatoria e/o scadenze di carattere burocratico ed amministrativo per le aziende agricole. Alla redazione del Comunicato partecipano 5-6 agronomi professionisti che si scambiano le informazioni sulle osservazioni in campo e condividono le strategie proposte. Il bollettino persegue alcune importanti finalità nel proporre strategie razionali di gestione e difesa della vite come la tutela della salute dell’operatore agricolo; la tutela della salute del consumatore e la salvaguardia dell’ambiente. “In altre parole – spiega Parisi - è, a tutti gli effetti, uno strumento di “sostenibilità” che accompagna i viticoltori nell’affrontare le sfide che si pongono per il futuro. Per esempio i cambiamenti climatici (occorre adattare le strategie di gestione e difesa della vite in relazione ai cambiamenti climatici in atto per assicurare il raggiungimento di standard qualitativi elevati); la gestione delle “resistenze” (si tratta di utilizzare i fitofarmaci che abbiamo a disposizione scongiurando il rischio di selezionare, con un uso improprio, ceppi di patogeni resistenti alle sostanze attive che impieghiamo); il vigilare sulla eventuale comparsa di nuovi patogeni e/o insetti dannosi alla vite che possono giungere da altri paesi”.