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09/05/2019 - COMUNICATO

Gli obiettivi dell’oltrepò: qualità, pinot nero e comunicazione

BRONI - Tre "regole" base per il presidente mondiale degli enologi, Riccardo Cotarella, per rilanciare l’Oltrepò Pavese. "Bisogna necessariamente puntare sulla qualità, sul Pinot Nero e sulla comunicazione" con queste parole l’enologo ha esordito nel suo intervento al convegno, tenutosi martedì 7 maggio, presso il teatro Carbonetti di Broni. Il convegno dal titolo "...secondo la propria specie. La viticoltura che vogliamo" ha visto la partecipazione di molti esperti del settore, produttori del territorio e vine lowers. L’evento era organizzato dal Comune di Broni con la partecipazione tecnica della cantina Terre d’Oltrepò. Il convegno ha avuto il compito di porre delle riflessioni attorno alle prospettive di sviluppo sostenibile della viticoltura dell’Oltrepò Pavese. "Sono convinto – ha detto Cotarella – che il territorio oltre alla qualità del prodotto, in vigna e in bottiglia, utilizzando anche la tecnologia a disposizione, deve puntare sul suo vitigno principale, ovvero il Pinot Nero. Da qui deve ripartire il rilancio di un territorio importante come l’Oltrepò sotto il profilo vitivinicolo che dovrà anche essere capace di raccontarsi sotto il profilo della comunicazione esterna". A portare i saluti del Comune è stato il sindaco di Broni, Antonio Riviezzi. "L’Oltrepò pavese ha da tempo associato la propria identità sociale ed economica alla produzione vitivinicola: il settore non solo traina da decenni l’economia dell’area, ma ha sedimentato un patrimonio di risorse materiali e immateriali locali che possono oggi essere messe a valore per lo sviluppo di tutto il territorio – spiega il Sindaco di Broni Antonio Riviezzi – Le cantine sociali, come Terre d’Oltrepò, sono parte di un patrimonio di relazioni sociali ed economiche, sedimentatosi nel tempo, che costituiscono la base dello sviluppo del settore: sono un punto di riferimento imprescindibile quando si affrontano temi importanti come la promozione e la crescita". "E’ l’inizio di un percorso con un titolo evocativo, ripreso addirittura dai testi sacri, e provocatorio – spiega il presidente di Terre d’Oltrepò, Andrea Giorgi – con cui vogliamo fare risaltare quelle che sono le problematiche e le tematiche del nostro territorio e non solo, in quanto la viticoltura è patrimonio di tutta la nostra nazione. Parteciperanno nomi di spicco che si confronteranno su delle problematiche quali la sostenibilità, l’applicazione di strumenti per raggiungere la sostenibilità in vigna e del prodotto finale. Ovviamente con un occhio di riguardo all’Oltrepò Pavese che, oggi più ch mai, deve necessariamente confrontarsi con questi temi che portano anche a migliorare la qualità del prodotto".