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23/01/2020 - COMUNICATO

Giorgi, presidente di terre d’oltrepo’, sullo scandalo vino: 'da una situazione simile noi ci siamo risollevati proponendo progetti concreti'

Il numero uno aggiunge: 'Ci vuole coraggio e la consapevolezza che si può lavorare facendo qualità'.

BRONI - 'Purtroppo l’Oltrepò Pavese si è rituffato, con le proprie mani, in un buco nero. Questo però non deve sconfortare le tante aziende che lavorano bene e a favore del territorio'. Sono le parole del presidente di La Versa e Terre d’Oltrepò, Andrea Giorgi sull’inchiesta che vede coinvolta la Cantina Sociale di Canneto Pavese.
'Sono convinto – spiega Giorgi – che questi fatti di cronaca non portano sicuramente giovamento all’immagine di un territorio come l’Oltrepò Pavese che sta cercando di guardare oltre, di segnare il passo. Queste situazioni però non devono essere di sconforto per tutti quei produttori che, invece, vogliono dare un segnale forte di rilancio del territorio e del loro vino. Per coloro che ci mettono impegno in vigna ed in cantina per far sì che l’Oltrepò Pavese non sia solo il territorio degli scandali”. Il riferimento anche al passato giudiziario di Terre d’Oltrepò permette al presidente Giorgi di puntualizzare che 'da queste drammatiche situazioni si può uscire, dando input a nuovi piani industriali che lasciano alle spalle storie fatte di inchieste ed avvocati. Il nostro esempio è emblematico. L’attuale management si è rimboccato le maniche e, senza mai rinnegare quanto è accaduto, ha guardato avanti con nuove prospettive commerciali per la cantina, con progetti rivolti al miglioramento della qualità e della redditività per i soci. A tal punto che dal 2017, anno del nostro insediamento, ad oggi di passi in avanti ce ne sono stati parecchi a cominciare dall’acquisizione e poi dal rilancio della storica cantina La Versa. Dal riposizionamento sul mercato nazionale dei nostri prodotti, affidati a gruppi di primi livello. Per non parlare del progetto qualità che stiamo condividendo con l’enologo Riccardo Cotarella. Anche una grande cantina cooperativistica come la nostra, capace di aggregare un tessuto imprenditoriale di oltre seicento soci, può e deve fare qualità. Noi ci stiamo provando con risultati positivi. Mi dispiace sentire in queste ore che le cantine sociali sono il male assoluto di questo territorio. Mi permetto di dire che, giustamente, se qualcuno ha sbagliato e se qualcuno sbaglierà sarà la magistratura a decretarlo. Però puntare il dito contro tutto e tutti ferisce l’orgoglio di chi ci mette impegno per sviluppare progetti sani e puliti. Sono convinto che quanto successo in queste ore debba, prima di tutto, far riflettere e successivamente dare l’impulso per cambiare rotta al nostro territorio e al mercato del vino'.